venerdì 16 maggio 2008

L'uomo contemporaneo!

Appartiene veramente al suo tempo,è perfettamente contemporaneo colui che non coincide perfettamente con esso nè si adegua alle sue pretese ed è perciò, in questo senso, inattuale, ma,proprio per questo, proprio attraverso questo scarto e questo anacronismo,egli è capace più degli altri di percepire e afferrare il suo tempo. Questa non-coincidenza, questa discronia non significa, naturalmente, che contemporaneo sia colui che vive in un altro tempo, un nostalgico che si senta a casa più nella Parigi di Robespierre e del marchese de Sade(oppure nella Londra fine anni 60 o nella New York fine 70, o in un'Italia diversa da quella uscita dalle elezioni di aprile) che nella città o nel tempo in cui gli è stato dato di vivere.Un uomo intelligente può odiare il suo tempo, ma sa in ogni caso di appartenergli irrevocabilmente, sa di non poter sfuggire al suo tempo. La contemporaneità è,cioè, una singolare realzione col proprio tempo, che aderisce a esso e, insieme, ne prende le distanze; più precisamente, essa è quella relazione col tempo che aderisce a esso attraverso una sfasatura o un ancronismo. Coloro che coincidono troppo perfettamente con l'epoca, che combaciano in ogni punto prefettamente con essa, non sono contemporanei perchè, proprio per questo, non riescono a vederla, non possono tenere fisso lo sguardo su di essa!


GIORGIO AGAMBEN - CHE COSA è IL CONTEMPORANEO?

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